
Da Alessandro Pelliccioli | 15 lug 2026
Quali sono i motivi per cui così tante persone mantengono una quota elevata di capitale ferma su un conto corrente?
Naturalmente non esiste un’unica ragione ma, sia pure con diverse sfumature, molte delle persone con cui ho avuto modo di confrontarmi sull’argomento hanno ammesso che il motivo principale è la tranquillità legata al non mettere a rischio i propri risparmi.
Una scelta senza rischi?
Il ragionamento è semplice e apparentemente coerente: sono una persona refrattaria al rischio, non voglio incertezza e quindi non investo; scelgo di non avere rendimento, ma tengo i miei risparmi al sicuro. Punto di vista comprensibile, ma siamo sicuri che sia davvero così?
Premetto che queste considerazioni non nascono soltanto da un punto di vista teorico. Ho quasi 50 anni, una mia famiglia e anni di lavoro alle spalle: so bene cosa vuol dire l’idea di perdere anche solo una parte di ciò che si è guadagnato con ore di lavoro e ho ben presenti le conseguenze emotive nell’investire i propri risparmi.
Pur comprendendo la difficoltà emotiva, il punto è che tenere ferma gran parte della liquidità su un conto corrente è una scelta che rischia di avere un impatto negativo importante sul valore reale del proprio denaro.
Il ruolo dell’inflazione
La perdita di valore del capitale sarà tanto più rilevante quanto più alta sarà l’inflazione. Se in periodi di inflazione minima possiamo anche pensare di mantenere ferma parte della liquidità senza eccessive conseguenze, il discorso cambia radicalmente in contesti caratterizzati da un’inflazione persistente e da stipendi che fanno fatica ad adeguarsi.
I nostri ipotetici 100.000€ sono rimasti 100.000€ in valore nominale, ma adesso gli stessi soldi valgono molto meno: abbiamo perso potere d’acquisto.
Il problema è che si tratta di un rischio quasi invisibile e proprio per questo viene spesso sottovalutato.
Tra prudenza e immobilismo
Restare fermi e subire perdite rilevanti in termini reali che, sia pure in percentuali diverse, si protraggono anno dopo anno, è un rischio di cui troppi sono inconsapevoli.
Questa situazione riguarda spesso persone che hanno risparmiato con costanza nel corso della vita. Proprio perché hanno costruito il proprio patrimonio con sacrificio, tendono a considerare il conto corrente come il luogo più sicuro in cui conservarlo, convinte che sia la scelta più prudente.
In realtà, così facendo si espongono a una svalutazione dei loro risparmi nel tempo potenzialmente anche molto significativa.
Naturalmente ciò non significa che tutta la liquidità debba essere investita. Mantenere una riserva disponibile per affrontare gli imprevisti o le spese previste nel breve periodo è una scelta di buon senso. Il problema si pone quando la somma lasciata sul conto corrente è molto superiore a quella realmente necessaria e rimane inutilizzata per lungo tempo.
Quali possibili alternative?
Uno degli strumenti con cui le banche centrali (nel nostro caso la BCE) cercano di mantenere l’inflazione sotto controllo è la variazione dei tassi di interesse. Quando l’inflazione tende a crescere in modo significativo, è quindi possibile che i tassi vengano aumentati, creando condizioni più favorevoli per alcuni strumenti finanziari a basso rischio utili per la gestione della liquidità.
Tra questi rientrano, ad esempio, strumenti collegati all’andamento dell’inflazione o dei tassi, ETF monetari, conti deposito non vincolati e titoli obbligazionari di breve termine: soluzioni che possono contribuire a proteggere nel tempo il valore reale del proprio denaro, mantenendo livelli di rischio generalmente molto contenuti.
Gli strumenti a disposizione sono molteplici e ognuno presenta caratteristiche, vantaggi e limiti differenti. Per questo motivo, andrà sempre fatta una valutazione in base a più parametri, tra cui condizioni, efficienza, costi e liquidabilità.
L’obiettivo qui non è definire quale sia la scelta migliore, perché dipende dalla situazione specifica di ognuno. Il punto è che esistono alternative al conto corrente per “parcheggiare” in modo più efficiente e remunerativo quella parte dei risparmi che non serve nell’immediato, mantenendo al tempo stesso la flessibilità necessaria per poter disporre delle somme quando servono.
Una scelta consapevole
Un corretto investimento, se applicato su misura in base ad esigenze ben definite, può certamente rappresentare una soluzione particolarmente adatta per proteggere il valore dei propri risparmi.
Per questo motivo, investire non dovrebbe essere visto come qualcosa riservato solo a chi ama il rischio, ma anche come un’opportunità per chi, proprio perché desidera preservare il proprio patrimonio, ha finora scelto di non investire, finendo inconsapevolmente per esporsi a un rischio potenzialmente superiore rispetto a quello assunto attraverso un’attenta gestione della liquidità con strumenti finanziari a basso rischio.